L’erotismo e la guerra di Guillaume Apollinaire
Il 9 novembre 1918 a Parigi muore Guillaume Apollinaire, pseudonimo di Wilhelm Albert Włodzimierz Apollinaris de Wąż-Kostrowicky, artista francese ricordato soprattutto per il suo stile poetico vicino a futurismo e cubismo. Benché la sua vita sia stata abbastanza breve (morì nel 1918 a soli trentotto anni), viene ricordato per la sua capacità di commistione dei tanti e diversi movimenti artistici e letterari nati all’inizio del XX secolo, tanto da essere amico e fonte di ispirazione dei più grandi esponenti della cultura dell’epoca quali Braque, Ungaretti e Marinetti.
Nato a Roma il 26 agosto 1880 da un ex ufficiale svizzero che non lo riconoscerà, Apollinaire crebbe con la madre, una nobildonna polacca, e si trasferì in giovane età in Francia. A dieci anni già scrive versi alessandrini, mentre a dodici la sua curiosità lo porta a leggere di nascosto quei libri proibiti che la Chiesa aveva messo all’indice per contenuti sessuali e scabrosi: sarà proprio da testi quale il Decameron di Boccaccio o i romanzi pornografici del marchese De Sade che Apollinaire prenderà spunto, più avanti, per le sue opere erotiche. Con l’inizio del secolo comincia a collaborare con varie riviste, esperienza che gli permetterà di conoscere Pablo Picasso e Max Jacob, scrivendo anche alcuni romanzi a sfondo sessuale (pensati per il grande pubblico e stilisticamente non molto apprezzabili) quali Il mago putrescente, Le undicimila verghe e Le Memorie di un giovane Don Giovanni. Il primo libro di poesie risale al 1911, dal titolo Le Bestiarie ou le Cortège d’Orphée, che però non riscosse il successo di pubblico sperato.
Il biennio 1913-1914 sarà per Apollinaire importantissimo: nel 1913 esce infatti Alcool, raccolta di versi per cui viene ancora ricordato, mentre nel 1914 conoscerà Louise de Coligny-Chatillon, donna che amò di più fra tutte e con la quale intrattenne una intensa relazione che influenzò profondamente le sue liriche. Si arruolerà inoltre volontario per la Prima Guerra Mondiale, spinto da quel fervore patriottico e visione della vita che l’aveva anche avvicinato ai Futuristi di Marinetti. In trincea venne gravemente ferito, tanto che nel 1916 subì un’operazione alla testa che lo costrinse a mesi di convalescenza; il trauma lo rese molto debole ma non gli impedì di continuare a scrivere, tanto che nell’Aprile del 1918 pubblicò i Calligrammi, dove espresse la sua nuova visione della scrittura poetica, libera dai vincoli del testo e composta in modo da formare un’immagine. Ammalatosi di spagnola, morì il 9 novembre dello stesso anno, trovato incosciente nel letto della sua casa di Parigi dall’amico Ungaretti, venuto per annunciargli la fine della guerra e la vittoria delle forze dell’Intesa.
La vita di Apollinaire fu caratterizzata da una costante ricerca per il smodato, l’eccesso, il superamento di ogni limite imposto da morale e società. Nella sua figura complicata si possono trovare amore per i poeti più tradizionali ma anche ampio sperimentalismo, utilizzo della costruzione classica della rima ma anche verso libero. Nella sua poetica come nella vita cercò di essere appassionato, sempre alla ricerca di nuovi interessi, un artista completo ed eclettico che riassumeva dentro di sé tutte le varie anime contrastanti dell’inizio del XX secolo.
Eleonora Rustici per MIfacciodiCultura
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