Ci sono quelli nati prima di Quark, quelli nati dopo Quark e quelli nati dopo che Quark fosse già splendida parte del palinsesto Rai tanto da passare dalla seconda alla prima serata e diventare SuperQuark.

Quelli nati prima e durante questa ad oggi incredibile e lodevole rivoluzione copernicana delle abitudini televisive possono comprendere quanto sia stato fondamentale per il nostro Paese l’esempio di un uomo come Piero Angela.

Erano gli anni ’80 in cui i quark fondamentali della materia televisiva e culturale del BelPaese in pieno rilancio economico venivano proposti da un giornalista Rai di successo che aveva iniziato con il Giornale Radio Rai nel 1952, proseguendo da corrispondente per il Telegiornale da Parigi e Bruxelles, arrivando poi a condurre la prima edizione del TG delle 13.30 e dal 1976 diventando il primo conduttore del TG2. Piero Angela dopo aver girato alcuni documentari scientifici in merito al cosmo dal titolo “Il futuro nello spazio”, capì presto che oltre a divulgare le informazioni giornalistiche occorreva al suo Paese una divulgazione più vasta e in particolar modo si doveva cominciare proprio da lì, dall’Universo, così misterioso e così affascinante, per comprendere di cosa è fatta la materia da cui tutto è nato. Ed ecco “Quark”, la prima trasmissione di divulgazione scientifica pensata per tutti gli italiani.

“Con un po’ di scetticismo mi dissero di farlo: temevano che non avrebbe fatto grandi ascolti. Ma io, che da qualche anno facevo documentari, avevo voglia di misurarmi in un progetto di respiro più ampio…”

Lo scetticismo dei direttori Rai si trasformò rapidamente in entusiasmo in virtù degli ascolti che non tardarono ad arrivare al punto che la trasmissione divenne un cult intellettuale che teneva banco contro tutta la mediocrità televisiva dello stordimento delle tv del biscione.

E così Piero Angela riuscì a educare nel vero senso etimologico di edurre, tirar fuori, condurre fuori dall’abisso della mancanza di curiosità per la conoscenza tutti coloro che non aspettavano altro che essere spronati ad aprire gli occhi, leggere, studiare, avere fame di cultura e aspettavano con sollievo l’appuntamento del buon giornalista dai capelli bianchi che sapeva sempre come catturare l’attenzione facendoti seguire anche tematiche non sempre di facile approccio.

Piero Angela

Quelli nati dopo SuperQuark hanno vissuto la trasmissione come qualcosa di già assodato e sicuramente non l’unica fonte di quel solleticare l’intelletto e la curiosità con una grande capacità fascinatoria, ma sicuramente anche questi ( o almeno la maggior parte) possono ri-conoscere in Piero Angela il pioniere e il responsabile di molta buona divulgazione di cui loro stessi possono ora godere.

E in un momento così delicato per il nostro Paese un uomo di tale levatura intellettuale e morale, venuto a mancare oggi all’età di 93 anni, mancherà immensamente.

In particolar modo, spero che i nostri politici incomincino a guardare alla comunicazione e alla divulgazione culturale con occhi attenti seguendo i consigli di chi ha saputo dare ciò che spesso, purtroppo, non si vede a scuola:

“L’insegnante è la persona alla quale un genitore affida la cosa più preziosa che possiede suo figlio: il cervello. Glielo affida perché lo trasformi in un oggetto pensante. Ma l’insegnante è anche la persona alla quale lo Stato affida la sua cosa più preziosa: la collettività dei cervelli, perché diventino il paese di domani.”

Piero Angela

 

 

La Cultura deve essere messa al primo posto se vogliamo davvero potere essere protagonisti delle nostre vite in maniera evolutiva, per noi, per chi ci ha insegnato tanto e per chi verrà dopo di noi.

“Io ho fatto la mia parte, ora tocca a Voi aiutare questo difficile Paese.”

Piero Angela

 

E’ vero, ora tocca a noi, ognuno nel proprio microcosmo sociale e culturale può fare molto.

E se le stelle sono parte di noi, sta a noi saper brillare.

 

Valentina Ferrario