Ricordiamo oggi, a qualche anno dalla sua scomparsa, uno di quelli che sicuramente mancherà a questo Paese, anzi a questo insano mondo. Il cuore di Gino Strada ha smesso di battere in questo caldo 13 agosto 2022, un cuore che di cuori e anime ne ha curate tante, di tutti i colori, di tutti i Paesi, di tutte le etnie, come un’anima buona vestita da medico chirurgo sa fare.
“Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra.
Se un qualsiasi essere umano sta in questo momento soffrendo, è malato o ha fame ci deve riguardare tutti,
perché ignorare la sofferenza di una persona è sempre un atto di violenza, e tra i più vigliacchi”.
STRADA. Nomen omen. Di “strade” alternative alla barbarie e alla violenza di questo mondo ha provato a trovarne e offrirne diverse. Una STRADA in particolare: l’ascolto e l’aiuto per chi soffre, sempre, prima ancora di domandarsi a quale cultura o colore (anche politico) appartiene. Questo, in realtà, dovrebbe farlo ogni medico degno di questo ruolo.
Mi chiedo se è sempre così. Gino Strada ce lo ricordava ogni giorno. Con il suo esempio.
“Sono quindici anni che vedo atrocità e carneficine compiute da vari signori della guerra, chi si diceva di “destra” e chi di “sinistra”, e non ci ho mai trovato grandi differenze. Ho visto, ovunque, la stessa schifezza, il macello di esseri umani. Ho visto la brutalità e la violenza, il godimento nell’uccidere un nemico indifeso.”
Emergency, la Ong da lui fondata insieme alla moglie Teresa Sarti e alcuni colleghi medici amici nel 1994, ha curato gratuitamente più di 6 milioni di pazienti in 16 paesi del mondo, la maggior parte in zone devastate dalle guerre e dagli abomini compiuti dalla malvagità di interessi politici ed economici.
Sulla situazione della sanità in Italia aveva sempre avuto le idee molto chiare, ben prima di una pandemia mondiale:
“La sanità italiana era tra le migliori ma adesso è in crisi per colpa della politica che ha inserito il profitto. Gli ospedali sono diventate delle aziende. Oggi il medico viene rimborsato a prestazione, che è una follia razionale, scientifica ed etica. Si mette il medico in condizioni di dover fare o di ambire a fare più prestazioni perché così guadagna e quindi si inventano nuove malattie e cure, oppure si fanno interventi chirurgici inutili. L’obiettivo non è più la salute, ma il fatturato.
Il profitto va abolito dalla sanità, perché abolendolo e rendendo una sanità gratuita a tutti coloro che sono sul territorio italiano, si avrebbero 30 miliardi di euro da investire ogni anno.”
Sembra che queste parole siano perdutamente attuali. Riuscirà questo mondo a guarire dalla malattia più grave che lo sta devastando? Per guarire occorrerebbe esserne consapevoli. L’avarizia, il denaro e l’accumulo di ricchezza stanno distruggendo dall’interno quel macro-organismo che ci ospita: il Pianeta piange ogni giorno dal dolore. Emergenze climatiche, guerre e calamità naturali e tragedie di origine dolosa come gli incendi del Sud Italia di questi giorni non sono forse sintomi più che evidenti? Cosa stiamo aspettando?
L’Emergenza è evidente. La Cura parte da noi. Ognuno di noi può e deve fare qualcosa. Innanzitutto non arrendendosi. E, ultimo ma non meno importante, proponendo una Strada alternativa all’insipienza e all’ignoranza, guidati proprio dall’esempio di una Strada Maestra, quella di Gino Strada.
Valentina Ferrario
Valentina Ferrario
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