Articoli, inchieste e finanche il discorso scritto in occasione della sua candidatura da indipendente nelle liste del PCI al Parlamento europeo: in Fabrizia Ramondino – Modi per sopravvivere (Edizioni e/o, 2023 – nella Collana di Pensiero Radicale diretta da Goffredo Fofi), a cura di Mirella Armiero, c’è un giro di giostra completo nel pensiero politico della scrittrice Fabrizia Ramondino.
Quello proposto è il suo sguardo attento, dedito all’ascolto e all’osservazione partecipante senza riserve, nè pregiudizi, della realtà coeva alla sua esistenza, ma rappresenta – volendo – un vero e proprio “metodo”, o semplicemente ispirazione, rispetto alla possibilità di guardare alla quotidianità, alla società, alla dimensione umana e cercare di interpretarla per il verso giusto.
Un verso che, innanzitutto, prima di qualsiasi altra direzione, punta verso il “basso”: non solo per l’attenzione che, ad esempio la Ramondino dedica a quello che chiama proletariato precario napoletano, oppure ai bambini o ai cosiddetti disoccupati organizzati, ma soprattutto per via della profondità della sua osservazione che sembra porsi prima di tutto come obiettivo quello di raggiungere una sorta di senso ultimo delle circostanze.
L’impressione assurta dalla lettura delle pagine di questo testo spinge a pensare che proprio questo stile di attività di pensiero della Ramondino – che sembra suggerire un grande sviluppo del suo livello empatico e/o di quella che Daniel Goleman chiama “intelligenza emotiva” – le consenta di andare dritta al punto, pur argomentando con spessore, e di proporre visioni pragmatiche al netto dell’essenzialità dei suoi sviscerati sillogismi.
Tra le pagine è proprio questo ad emergere: il suo sguardo orizzontale, i suoi gesti concreti di avvicinamento alle compagini sotto la sua lente d’ingrandimento, ma anche una “verticalità”, meglio equiparabile ad una sorta di “tridimensionalità” del suo punto di vista in grado di focalizzare il nocciolo della sostanza. Ad andare in fondo a fatti e persone nella vita di tutti i giorni così imprescindibilmente politica (come per tutti coloro che scelgono ogni istante della loro esistenza, autodeterminandosi nel libero arbitrio!) e nel suo racconto, ovvero nella sua scrittura.
E’ la vita della Ramondino ad essere un’ininterrotta militanza, così come si richiede a chi costruisce i suoi giorni in coerenza col proprio pensiero, offrendolo – nel suo caso – anche in lettura (e in azione!) agli altri.
Ed è in parte per questo che i suoi testi sono ancora attuali, per il resto, chiaramente, senza troppo entusiasmo, bisogna riconoscere che gli argomenti sono tuttora in auge nella contemporaneità ( che sia la guerra, la disoccupazione, la criminalità, il meridione ed altro), in virtù di uno sconfortante perpetrarsi di dinamiche sociali che non gettano fondamenta tali da invertire certi sensi di marcia miopi.
D’altra parte la Ramondino scriveva sembra che gli uomini non estinguano mai il loro desiderio di estendersi ad altri territori, nè siano mai sazi di nutrirsi di altri uomini.
Ed è tuttora così tra capi espiatori, religiosità presa in prestito ad uso e consumo di una cultura a tratti ipocrita, ad impronta individualista, o comunque ben oltre la valorizzazione dell’individuo senza discapito per l’altro.
Il titolo suggerisce Modi di sopravvivere, forse perchè l’inquietudine degli occhi di una donna così all’altezza del suo pensiero non ha mai creato un reale senso di soddisfazione e probabilmente anche perchè la sopravvivenza di taluni è lo spazio d’indagine delle sue inchieste e della sua politica; ma la lettura di questa donna affascinante suggerisce, per lei, un vero e proprio pieno, assoluto, “modo di vivere”.
Antonia De Francesco per MIfacciodiCultura
Antonia De Francesco
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