Herman Hesse: nei suoi acquerelli la sua lotta alla depressione

Hesse Montagnola 1 (1)Herman Hesse e i suoi acquerelli, scorci di case e vallate che riprendono il panorama di Montagnola, Svizzera. Fu proprio qui che lo scrittore si recò dopo la Prima Guerra Mondiale, dove scrisse alcune delle sue opere più famose, come Siddharta e Narciso e Boccadoro, e dove, alla fine, morì nel 1962.

Ad avvicinare Hesse alla pittura fu, già prima della Grande Guerra, una profonda crisi creativa e personale che lo colpì, trascinandolo nella depressione. Gli venne consigliata l’arte come terapia, anche se egli vi si avvicinò con titubanza, per poi sviluppare una passione che non l’abbandonerà più.
Nel 1916 fu il dottor J.B. Lang, psicanalista allievo di Jung, a suggerirgli di dipingere i suoi sogni per combattere il suo stato d’animo negativo, creando i suoi primi quadri a Berna e Lucerna; Hesse passerà poi alla paesaggistica, agli autoritratti, illustrando anche i propri racconti e producendo, in tutto, circa 3000 acquarelli nel corso della vita. Già nel 1917 egli riconosceva all’arte una importanza centrale nel suo percorso di lotta alla depressione:

Dalla tristezza che spesso diventò insopportabile, trovai una via d’uscita per me cominciando a disegnare e a dipingere, ciò che non avevo mai fatto in vita mia. Non importa se ha un valore oggettivo; per me è un nuovo immergersi nella consolazione dell’arte, che lo scrivere non mi dava quasi più. Dedizione senza brama, amore senza desiderio.

Hesse Montagnola 3 (1)Dal punto di vista stilistico si può notare una vicinanza con Macke, Matisse, Kandinsky (artisti che egli frequentava ordinariamente) e il filone artistico dell’Espressionismo, con una forte presenza dei colori primari ed una realtà rappresentata in modo semplice, sintetico e gioioso, se non quasi infantile. I suoi quadri, che divennero poi protagonisti di mostre in tutto il mondo, toccando città come Parigi, New York, Madrid, San Francisco, Amburgo, ricoprirono una componente fondamentale della vita di Hesse ed seguivano passo passo la sua produzione letteraria, tanto che egli arrivò a considerarli egualmente importanti ai suoi occhi:

Tra la mia pittura e la mia poesia non c’è discrepanza, cerco sempre la verità poetica, non quella naturalista.

Eleonora Rustici per MIfacciodiCultura