Ad un certo punto bisognerà pur fermarsi. Che sia per riflettere, per sguinzagliare lo sguardo e catturare una visione di insieme, arriva sempre il momento per fare le nostre “Soste forzate”. Il titolo della nuova raccolta di racconti di Giulio Natali (Edizioni La Gru, 2021) trae spunto da una presa di coscienza che conserva esattamente i caratteri della riflessione d’apertura.
Tant’è che l’opera di Natali ha una doppia chiave di lettura: i racconti al suo interno sono di per sé avventure concluse che consentono di porre l’accento su un profilo del carattere umano sottoposto ad una delle numerose prove a cui la quotidianità può sottoporci; d’altra parte però gli stessi racconti, nel loro insieme, offrono una visione allargata. Le pagine diventano in quest’ottica una sorta di viaggio nelle sfumature del vero vivere, che avanza di racconto in racconto verso una sorta di liberazione da quelle sovrastrutture sociali che possono arrivare ad appesantire irrimediabilmente l’esistenza.
Tutto parte con Il monologo dell’attore – il racconto d’attacco – con un attore che interpretando l’Amleto s’interroga con la domanda delle domande: “essere o non essere?”; protagonista del secondo racconto – Rispedito al mittente – è invece un indeciso, ed ancora a seguire c’è Felicità, il dialogo tra un paziente e il suo dottore con un sorprendente colpo di scena.
Sì perchè se ognuno dei racconti risponde ad uno stile rapido, ben strutturato, fresco nell’insieme, conservano nei loro finali colpi di teatro che sovvertono un po’ la fisiologica calata del sipario che ci si aspetterebbe. D’altro canto ciò accade perchè è nel finale che crolla la sovrastruttura.
Così si compone lo spaccato di esistenze con cui Natali porta avanti una vera e propria riflessione sulla società. Un’operazione al quale aveva già, in qualche modo, abituato i suoi lettori con il primo volume, quello d’esordio, dal titolo “Questioni di testa” (Edizioni La Gru, 2020). Un testo, quest’ultimo, nel quale attraverso ventuno storie, proponeva comunque una ricerca di senso; osservando senza mai giudicare e scrivendo comunque con la stessa leggerezza di stile.
Un connubio che si ripete in quest’ultimo libro che si profila come un compendio di caratteri e situazioni accomunati da un obiettivo di fondo. A ben vedere – la continuità dei due testi – è segnata anche dal medesimo stile grafico utilizzato in copertina.
“Soste forzate” – secondo quanto fa sapere l’autore, Giulio Natali – è in vendita a scopo di beneficenza, con i proventi derivati dai diritti d’autore destinati a “WeWorld Onlus”.
Antonia De Francesco per MIfacciodiCultura
Antonia De Francesco
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