Sono “storie” di quelle che si trovano per strada, lungo il percorso della vita, “randagie”, che diventano un racconto per la penna di qualcuno e per la lettura di qualcuno altro. Storie randagie – Il graffio del gatto per restare umani ( Le strade bianche di Stampa Alternativa) di Francesca de Carolis nasce da una serie di articoli che la giornalista e scrittrice ha redatto e pubblicato sul blog giornalistico “Remocontro” di Ennio Remondino.
Il titolo dell’opera e quello che in effetti è diventato col tempo un soprannome per la cronista che rimandano alla figura del “gatto randagio” nasce da un episodio della vita privata della de Carolis che ha finito col proporgli una prospettiva insolita, o meglio ancora, un punto di vista inusuale.
A differenza della consuetudine di parlare del “cane randagio” in accezione negativa a differenza della sua derivazione dai film western dove identificava l’ “eroe solitario”, la de Carolis si è detta che nella vita valesse la pena pensare a se stessi come a dei “gatti randagi” i quali vanno, gironzolano, distrattamente (?!) guardano, trovano piccoli tesori anche frugando nei bidoni dell’immondizia.
Una metafora valevole del senso ultimo di un lavoro condotto meticolosamente alla scoperta del non detto, del poco raccontato, offrendo spunti e riflessioni lontano dalla tipicità, anzi andando a pescare magari anche storie di bellezza lì dove, per luogo comune, la stessa non sarebbe destinata a trovare posto. E’ una capacità di guardare oltre o ancor prima di volgere lo sguardo su situazioni, scenari al quale si riserva una certa cecità.
“Storie randagie”, dunque, è l’insieme di articoli che vanno in questa direzione – compresi tra il 2014 e il 2021 – tutti a firma di Francesca de Carolis, tutti destinati alla sua rubrica settimanale sul blog di cui prima. Una voce “fuori dal coro”, la sua, con la quale torna, ad esempio, anche su un argomento già oggetto di un’altra sua pubblicazione, la detenzione e il 41bis. “10 aprile 2916 Sotto le mura dei 41bis” è il titolo del testo contenuto in questo libro, tema già oggetto della pubblicazione del 2012 Urla a bassa voce, con la prefazione di don Luigi Ciotti, in cui ha proposto una testimonianza collettiva sulla condizione fisica e morale di chi è condannato a finire i suoi giorni in carcere.
Ma poi c’è molto altro: le parole delle donne; la violenza sulle donne; riflessioni su questioni legate alla salute mentale; pagine dedicate ai migranti…tutti gli argomenti che un animale domestico per eccellenza, quale il gatto, scopre nel momento in cui mette le zampine fuori casa e comincia a gironzolare nel mondo che lo circonda.
Il viaggio nell’attualità vista dal “gatto randagio” della de Carolis offre un mosaico di storie, situazioni e punti di vista insolito e arricchente, con lo scopo – dichiarato già dal titolo – di “restare umani”.
Antonia De Francesco per MifacciodiCultura
Antonia De Francesco
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