Guernica è una delle opere della recente storia dell’arte che è universalmente conosciuta, sia per la grandezza del suo autore, che per la portata storica ed emozionale che ha in sé: se anche non prendessimo in considerazione le contingenze storiche che l’hanno ispirata, quest’opera parla anche oggi ad un pubblico nuovo perché è capace di portare oltre il suo valore puramente simbolico e comunicare un messaggio di angoscia, di orrore per la guerra, di disperazione.
Di questo dipinto sono stati analizzati sia l’aspetto compositivo che simbolico, oltre che la tecnica utilizzata per realizzarlo, ma ancora suscita nuove domande: quali sono, se ce ne sono, i suoi debiti storici?
Ovvero cosa ha influenzato l’immaginazione dell’artista? Fortunatamente abbiamo molte notizie di questo lavoro di Picasso: Dora Maar, l’amante croata del pittore, il cui viso sembra abbia ispirato la donna che tiene la lampada al centro del dipinto, ha documentato le varie fasi del lavoro, attraverso le sue fotografie.
Ci sono molte ipotesi affascinanti: innanzitutto il Trionfo della Morte del Pisanello (1446), il cui cavallo scheletrico sembra essere stato ispiratore di quello di Guernica.
Recentemente è stato citato un altro artista, Antonio Canova, col bassorilievo di gesso Morte di Priamo (1787 – 1792). Questa ipotesi è stata sostenuta anche dal prof. Pavanello, studioso di Canova, dal critico d’arte Roberto Vidali e da Eugenio Carmona, professore presso l’Università di Malaga. Picasso avrebbe mutuato dal bassorilievo canoviano l’essenza stessa del messaggio universale che si cela nel lavoro, cioè una “forte tensione drammatica e insieme risoluzione catartica”.
Adesso, attraverso l’opera di Canova, Guernica assume un’ulteriore dimensione prospettica e una caratura evocativa ancora più profonda: questa è una parte del fascino dell’arte, il generarsi continuamente un nuovo significato a partire da un messaggio artistico che magari non prevedeva tale profondità, ma che in nuove epoche, con riferimenti culturali accresciuti e più vasti, può diventare un tassello di qualcosa di nuovo, come è già stato per lui.
Sempre facendo riferimento a Guernica c’è una curiosità sulla storia di questo dipinto in Italia: l’unica mostra che è riuscita ad averla fu quella del 1953, grazie all’aiuto di Attilio Rossi, amico di lunga data di Picasso; ancora nella recente mostra di Palazzo Reale sono state esposte delle fotografie che hanno ricordato questa bellissima esposizione.
Questo per sottolineare come l’arte eserciti il suo fascino in molti ambiti, perché non crea solamente rimandi tra artisti o tra i specialisti del sapere, ma crea innanzitutto cultura, crea un arricchimento che pian piano entra nel bagaglio di ognuno di noi.
Chiara Buratti per 9ArtCorsoComo9
Chiara Buratti
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