Se citi il paesino di Riace i pensieri strettamente correllati sono i “Bronzi” e Mimmo Lucano. Tre uomini. Due dalle fattezze di sculture bronzee, l’altro di carne ed ossa; due pescati in mare (nel Mar Ionio precisamente davanti alle coste di Riace Marina), l’altro “pescatore di anime” – prendendo in prestito dal definizione dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco (1,14-20).
Tre “combattenti”: due per loro naturale raffigurazione artistica apprezzabile nel Museo nazionale della Magna Grecia (o Museo Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria – MarRC); l’altro nelle aule di tribunale che lo hanno accolto dopo diverse contestazioni legate proprio alla gestione dell’accoglienza degli immigrati clandestini.
Il fuorilegge – la lunga battaglia di un uomo solo (Serie Bianca – Feltrinelli) è il titolo del libro in cui l’ormai ex-sindaco di Riace , Mimmo Lucano – insieme con Marco Rizzo – racconta la sua storia di accoglienza. Primo Cittadino del piccolo comune della città metropolitana di Reggio Calabria – dal 2004 al 2018 – è stato arrestato nell’ottobre di quell’anno. Lucano è l’ideatore del cosiddetto “modello Riace” che ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali, come il premio per la “Pace e i Diritti umani” di Berna. Non solo. E’ entrato, nel 2010, nella classifica “World Mayor” e nel 2016 nella Top50 di “Fortune”.
In questo libro l’autore fa un racconto personale della quotidianità, degli episodi che hanno costellato la sua vita di sindaco di Riace con la diffusione del “modello” di accoglienza diffusa con il quale ha ripopolato le case del piccolo borgo calabro in cui – si legge – “alla fine degli anni novanta, non esistevano quasi più né agricoltura, né allevamento. L’unica possibilità peer i pochi abitanti rimasti era fuggire. […] Le case del centro, da tempo abbandonate, si sono ripopolate. Centinaia di rifugiati hanno potuto ricostruire le loro famiglie e hanno rimesso in moto l’economia del paese”.
Le pagine di Mimmo Lucano raccolgo ricordi e momenti di quando quella sua “idea” di comunità che diveniva progressivamente sempre più realtà in un paese che “storicamente segnato dall’emigrazione, fosse diventato paese di immigrazione”. Non sembrano percorse dalla presunzione di voler “scagionare”, ma dalla volontà di raccontare la bellezza di una rinascita:
“Ammirando la mia terra con i suoi panorami inconfondibili, con le montagne che si innalzano sullo sfondo del mare, si possono notare di tanto in tanto delle capre che camminano lungo i pendii più ripidi, fino a sporgersi sui burroni. Il terreno diventa duro, spesso roccioso e brullo, povero di cibo, povero di vita. La morte è a un passo, la vita è alle spalle, e tutto è così lento da sembrare immobile. Gli animali si trovano in mezzo a una bellazza antica, immutata da secoli, silenziosa. Le capre sono vive e libere ma si fermano, non brucano, non fanno altro se non fissare – appartemente – il vuoto. Come diceva un mio amico, ‘in Calabria, anche le capre sono in contemplazione”.
Antonia De Francesco per MifacciodiCultura
Antonia De Francesco
Articoli correlati
Ti racconto Marcel Proust
Cerca un articolo
Seguici su Facebook
Let’s Feel Good
“LET’S Feel Good”: uno show-room culturale dove “sentirsi bene”.
Un luogo dove degustare Cultura, Arte, Intrattenimento: corsi di comunicazione creativa, workshop, incontri con artisti, scrittori e giornalisti, reading letterari e teatrali, serate musicali e aperitivi culturali con degustazioni di vino biologico e birra artigianale.
Un luogo dove sentirsi a casa, immersi in una dimensione artistica che riesce a stupirti comunicandoti sempre qualcosa di nuovo.


Viale Bezzi, 73 – 20146 – Milano
P. IVA 07988450966





