Rivivere la vita di Caravaggio sul grande schermo è una magia irrinunciabile non solo per tutti coloro che amano il genio artistico e ribelle di Michelangelo Merisi ma anche per chi ama il cinema, quello fatto bene.

Luce e Ombra protagoniste assolute dell’Arte del Caravaggio.

La vocazione di San Matteo, Caravaggio, 1599-1600
La vocazione di San Matteo, Caravaggio, 1599-1600

 

Luce e Ombra. Caratteristiche precipue di quella splendida arte che è la fotografia, madre del cinema, la cui sublime tecnica dell’uso della luce sicuramente dal Maestro Michelangelo Merisi deriva.

E Michele Placido, regista del film “L’Ombra di Caravaggio” nelle sale dal 3 novembre 2022, dimostra non soltanto di conoscere bene il Caravaggio ma anche di dirigere genuinamente un magnifico racconto della vita appassionata del grande artista lombardo.

Da tempo non vedevo un racconto d’arte così poetico e il richiamo ai tableaux vivants tanto cari al cinema di pasoliniana memoria sono davvero una dimostrazione di cura e poesia per l’Arte tutta: in particolare vorrei sottolineare l’eccezionale fotografia di Michele D’Attanasio e i costumi a cura di Carlo Poggioli.

Il racconto si dipana grazie all’escamotage di un’Ombra, appunto, che ha l’incarico da Papa Paolo V di comprendere chi sia realmente il pittore da Caravaggio, paesino in provincia di Bergamo, che ha rivoluzionato il mondo dell’Arte e che sfida ogni regola pur di raccontare il “Vero”. Deve essere un’indagine accurata perché il Papa deve decidere se concedere o meno la Grazia al pittore dopo che questi ha ferito a morte un rivale. Si ricostruisce quindi la vita nei sobborghi di Roma, le varie incarcerazioni, le amicizie con prostitute, poveracci e malfattori, i pessimi rapporti con alcuni signorotti “de” Roma e con pittori invidiosi come Giovanni Baglione (che di Caravaggio fu anche tra i primi biografi e si può evincere quanto la sua fu una poco oggettiva rendicontazione del carattere e dell’arte del Merisi), la protezione da parte del Cardinal Dal Monte, di Scipione Borghese e naturalmente di Costanza Sforza.

Un’avventura nella “Buona ventura” del Caravaggio, si potrebbe dire mutuando da una delle sue opere più importanti, quella mirevole e compagna de “I Bari” che,  nonostante rappresentasse gli imbrogli consueti nelle strade di Roma,  riuscì ad abitare a Palazzo Madama, ovvero in quella che era allora sede del Cardinal Dal Monte.

Il film nato da una coproduzione italo-francese è realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo e credo sia questa una buona occasione per incentivare sempre più produzioni cinematografiche e artistiche di tale spessore.

Il cast oltre a vedere un ottimo Riccardo Scamarcio nei panni sporchi del genio lombardo, vanta la partecipazione di Louis Garrel, Isabelle Huppert, Micaela Ramazzotti, Michele Placido, Gianfranco Gallo, Vinicio Marchioni e Alessandro Haber, tra i principali.

Se desiderate nutrire la Vostra anima di arte ed emozione non dovete far altro che andare al cinema. E sono sicura che una volta usciti dalla sala vi sentirete molto vicini a Caravaggio al punto da avere voglia di immergervi ancora nelle sue meravigliose tele.

Perché se come affermava il grande regista Jean Luc Godard

“la fotografia è verità, e il cinema è verità ventiquattro volte al secondo”,

l’arte autenticamente Vera del Merisi era già fotografia e cinema nel 1600.

 

Valentina Ferrario