
Michelangelo Buonarroti (Caprese, 1475 – Roma, 1564) amò rappresentare la Madonna in pittura come in scultura lasciandoci le immagini più belle di Maria. Sempre giovane, amorevole, di una bellezza disarmante capace di commuoverci anche da un blocco di marmo. A volte timorosa e apprensiva, sottomessa alla volontà del Figlio, infine anche statuaria e vigorosa dal corpo muscoloso come un’eroina. Ma c’è un disegno, poco noto, la Madonna del silenzio originale ed insolita per la sua iconografia e misteriosa, capace di racchiudere in sé tutti i temi sacri tanto cari al Buonarroti.
All’interno di un ambiente familiare, su una cattedra di legno, Cristo Bambino si è addormentato sulle ginocchia della madre, in un posa molto tenera ed umana. Maria sembra accarezzargli la testa con dolcezza, mentre con l’altra allontana un libro aperto. Un gesto protettivo della Madonna che vuole allontanare il bambino dal destino previsto dalle Sacre Scritture. La Madonna del Silenzio deve il suo nome al gesto compiuto da San Giovanni, presente alla scena, riconoscibile per la pelle da felino della quale è vestito. Si porta un dito alla bocca e in questo gesto ricorda molto un’antica figura: Arpocrate che gli egizi chiamavano Horus. San Giovanni invita al silenzio perché ogni parola è superflua davanti al Mistero di Dio. Mistero che è accettato più di chiunque altro da Giuseppe, la figura che veglia, meditativo sulla Madonna e il Bambino, a completare la Sacra Famiglia. Lui che ha accettato una gravidanza a lui estranea con fede e razionalità.

Tutti i misteri di Cristo sono riuniti in un’unica immagine creata da Michelangelo in un momento in cui si interrogava spesso sul mistero della fede e la cristianità.
Il disegno era un dono per l’amica, poetessa e contessa, Vittoria Colonna con la quale scambiava idee e riflessioni sulla religione, sulla salvezza dell’anima e sulla fede. Il Bambino sdraiato è in una posa che anticipa la sua morte, come nella Pietà un tema molto caro all’artista che affronta fin da giovanissimo, le braccia abbandonate, le guance schiacciate sul ginocchio. Maria è madre, protettiva, ma consapevole del destino di sacrificio del proprio figlio. È per questo che l’opera è chiamata anche Madonna del sonno. Quel sonno innocente a cui si abbandona il bambino, prefigurazione di una morte precoce dalla quale non può scappare. In basso, ben in vista, è poggiata una clessidra che allude all’inesorabile scorrere del tempo.
Il disegno di Michelangelo si trasformò in un’opera su tela, copiata in più versioni, ma la più famosa è quella attribuita a Marcello Venusti, artista a lui molto vicino che trasformò in opere molti dei disegni del Buonarroti. I colori sono brillanti e mantiene anche la scelta di Michelangelo di non dipingere mai le aureole per i personaggi sacri. In altre versioni successive invece sul capo di Maria si alternano l’aureola ed un copricapo, sullo sfondo una pesante tenda e un’apertura verso un paesaggio indefinito.
Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura
Alejandra Schettino
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