30 maggio 1431: il supplizio della Pulzella d'Orleans, Giovanna d'Arco
Jeanne d’Arc’s Scots Guard di John Duncan (1896)

Ci sono anniversari della Storia che non possono non essere ricordati, anche perché altrimenti non vorrebbero definiti tali. Eppure questi sono gli stessi anniversari di cui, secondo la logica del tanto lo sanno tutti, alla fine non si rimarca l’importanza. Probabilmente la data del 30 maggio 1431, in pieno Medioevo, rientra in questa tipologia. In quel giorno infatti morì una paladina della giustizia, per così dire, un’eroina del popolo francese e non solo, che, anche dopo la sua morte, fece molto parlare di sé. Questo personaggio femminile è Giovanna d’Arco, nota con l’appellativo di Pulzella d’Orleans, lo stesso personaggio conosciuto nella cultura di massa grazie alle opere artistiche che l’hanno resa celebre, come l’opera di Giuseppe Verdi intitolata proprio Giovanna d’Arco. Ma visto che non si può formulare un giudizio sulla Storia senza ricostruirne la cronologia, esplicare qualche dato diviene necessario.

Giovanna d’Arco era nata da una famiglia di contadini della Lorena, il 6 gennaio 1412. Tuttavia, la sua povertà e il suo analfabetismo non le impedirono, pur molto giovane, a prendere in mano le redini del suo destino, anzi, quello del suo stesso paese francese, vessato dal dominio inglese. Sarebbe impossibile rispondere con certezza che cosa Giovanna avesse realmente in testa per decidere di rapportarsi con la Guerra dei Cent’anni, un conflitto di enorme portata, agendo da protagonista, desiderando addirittura di stare a capo dell’esercito inviato a Orléans. Le fonti storiche però hanno sempre riportato il fatto che Giovanna d’Arco avesse sempre sentito dentro di sé la voce di Dio chiamarla, invitandola a lottare per il bene della collettività, chiedendo semplicemente di avere fiducia. E lei così fece e proprio per questo, per la sua consacrazione, si fece chiamare Pulzella d’Orleans.

30 maggio 1431: il supplizio della Pulzella d'Orleans, Giovanna d'Arco
Joan of Arc di Gabriele Rossetti

Era la primavera del 1429 quando Giovanna d’Arco riuscì a liberare la città assediata e nel luglio dello stesso anno Carlo VII, colui che tanto la ragazzina aveva tormentato con le sue richieste d’azione e che infine aveva ceduto visto come Giovanna aveva fatto breccia nei cuori del popolo, venne eletto re, senza però rispettare le promesse che le aveva anticipato. Nonostante il mancato aiuto del sovrano, la pastorella non si perse d’animo, e sempre mossa dal bene per la comunità, continuò nelle lotte di liberazione dal dominio straniero. Infatti nel 1430, mentre marciava verso Compiègne, fu catturata  a tradimento dagli inglesi, che la trattarono come un bottino di guerra. Ma cosa ancor più grave, l’anno seguente iniziò il vero martirio, il vero supplizio di Giovanna d’Arco: portata dinanzi al tribunale ecclesiastico, fu accusata di empietà e di eresia, e la sua vicenda si concluse con il rogo, avvenuto, appunto, il 30 maggio 1431.

Evidentemente nessuno a quel tempo si accorse dell’aurea di santità che ricopriva la giovane francese. Nessuno si accorse di quell’amore patriottico che la spingeva ad agire, nessuno si accorse del suo coraggio e di quella morte inutile, che certo si poteva risparmiare. Ma meglio tardi che mai, il destino di Giovanna d’Arco fu risollevato con la sua canonizzazione, dichiarata nel 1920, per cui divenne una santa venerata in Francia e non solo. Come accade per ogni grande personaggio storico, si è soliti chiedersi: il suo destino sarebbe stato diverso se non fosse mai stata tratta in inganno dai nemici, se durante tutti i processi che subì le avessero creduto almeno in parte? Ma soprattutto, avrebbe avuto lo stesso esito la sua vita se la vocazione non l’avesse colpita?

30 maggio 1431: il supplizio della Pulzella d'Orleans, Giovanna d'Arco
Jeanne è improvvisamente svegliata da un angelo, che la avverte che deve attaccare gli inglesi, i quali hanno posto l’assedio intorno a Orléans di George William Roy (1895)

Il rogo è la morte destinata alle streghe e ai traditori; tutti gli appassionati delle serie televisive di magia lo sanno. È un’immagine crudele eppure mitica, quella che avviene a causa di un mondo che non sa comprendere certe verità. Peccato che Giovanna d’Arco non era una strega e nemmeno una persona folle, esaltata, che spontaneamente andò contro il male, arrecando male agli altri. Se la Pulzella d’Orleans avesse potuto vivere ai giorni nostri, probabilmente sarebbe stata fermata subito nel suo intento oppure non avrebbe nemmeno agito, perché scoraggiata dal disordine che ci regna intorno, specialmente nel vortice degli ultimi anni. Una cosa però sarebbe bene che facesse la differenza: Giovanna d’Arco visse nella società contadina del Quattrocento, in cui l’analfabetismo e l’ignoranza erano la regola. Nel nostro presente, invece, l’ignoranza dovrebbe essere estinta o per lo meno essere sulla buona strada, però sappiamo che non è così, come alcuni fatti di attualità ci dimostrano. Dunque, se per un’ultima volta la Pulzella ci potesse parlare, forse ci confesserebbe che sono proprio la determinazione e la fiducia a combattere per la libertà a sviluppare la coscienza di essa, non nel nome di una qualunque distruzione.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura