Se vuoi essere felice, inizia a sorridere: l’approccio medico alla risata non è più solo la proposta stravagante della scuola americana, che da anni ne sostiene i benefici, ma ormai realtà sempre più presente anche in Europa. Aroma-cromo, clown e pet therapy ne sono una sfaccettatura.
Studi scientifici hanno comprovato la relazione bidirezionale tra mente e corpo.
“Ti ammali se ti senti depresso”, dice un antico proverbio giapponese, condiviso anche da Susumu Tonegawa, premio Nobel ’87 per le fondamentali scoperte sul sistema immunitario.
Il pessimismo, la percezione di non controllare la propria vita, stress e depressione, sentimenti di ostilità e di aggressione verso gli altri sono fattori di rischio molto rilevanti per la salute.
E d’altra parte, molto o quasi tutto dipende proprio da noi. Il 90% della felicità è nella nostra mente: in funzione di come essa processa le informazioni che riceve dal cervello. Così può capitare che persone in condizioni tragiche siano persino più felici di chi ha una vita quasi perfetta.
Il New York Times ha riportato uno studio su felicità e l’essere sani, mostrando che questo atteggiamento mentale è traducibile nella capacità di non arrendersi, trovare nuove soluzioni e, quindi, affrontare meglio i problemi quotidiani. (https://www.nytimes.com/2017/03/27/well/live/positive-thinking-may-improve-health-and-extend-life.htm)

Ad influire sugli stati d’animo, anche le connessioni sociali. Non solo Patch Adams nelle corsie di ospedali e strutture, ma anche e soprattutto le interazioni con famiglia, amici, partner giocano un ruolo decisivo. La percezione culturale stessa nella quale si vive porta degli effetti sullo stato psico-fisico. Così, per esempio negli Usa le sensazioni positive sono legate a motivi diversi da quelle che si provano nella cultura giapponese (Psychological Science http://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/0956797617713309).
L’ambiente e le interazioni esterne possono incidere perfino sul DNA e sullo sviluppo del cervello. Siamo

abituati a pensare che il DNA sia una struttura fissa, ma in realtà alcuni geni delle nostre cellule sono in grado di copiarsi e spostarsi, modificandolo (gene L1 Long interspersed nuclear elements). Gli scienziati hanno osservato le variazioni in due gruppi di topi: uno in cui le madri mostravano poche attenzioni verso i piccoli e uno in cui le
madri invece si prendevano cura dei cuccioli. I soggetti trascurati mostravano un maggior numero di copie di L1 rispetto agli altri. Invertendo le madri, nei soggetti non più trascurati il numero di copie di L1 era inferiore rispetto a quelli adesso trascurati. I fattori esterni possono concretamente modificare il DNA.
Ciò che produce felicità aiuta a vivere meglio. Il corpo viene “dopato” e reagisce positivamente ai messaggi che riceve dall’esterno, creando così un circolo virtuoso.
ll buon umore aiuta a diminuire le malattie, allontana le problematiche legate a depressione e psicosomatismi.

Il sistema immunitario si ringalluzzisce e perfino le cellule cancerogene sembrano retrocedere. Stimola, infatti, la produzione di endorfine e serotonina, aumenta l’attività dei linfociti killer, neutralizza ansia e stress, alza il livello di autostima.
Sorridi ed il mondo ti sorride: non solo rimedi della nonna e proverbi popolari, la scienza del Sistema PNEI, PsicoNeuroEndocrinoImmunologia, ha sostanziato la diretta correlazione tra le emozioni ed il sistema immunitario. La comunicazione è bidirezionale fra i sistemi endocrino, immunitario e neuropsicologico. Comprovata l’interazione tra neuropsicologico e psicoemotivo con la sfera chimico-fisica e organica. Sicchè sostanziali mutamenti di uno assetto provocano cambiamenti anche negli altri, condizionando in maniera rilevante le condizioni di salute di un individuo.
Un aspetto spesso sottovalutato ma fondamentale per tutti gli esseri viventi. Apprezzata in letteratura e cinematografia, la felicità diventa anche materia di studio a Berkeley, Università della California, dove è stato istituito il corso gratuito, di Science of Happiness.
Il buon umore e la fiducia rafforzano l’organismo aumentando le difese immunitarie, mentre stati depressivi favoriscono l’insorgere di malattie. Curioso ma significativo: occorre notare che la produzione di endorfine, sostanze oppioidi immunostimolanti, e cortisolo avviene come forma di difesa del corpo, in modo da poter sopportare meglio il dolore, fisico o psicologico. E questo la dice lunga sulle terapie: i processi biochimici intrinseci degli essere viventi vanno ad agire sull’umore.
Una ricerca pilota presentata presso l’American College of Cardiology ha ricevuto successivamente numerose conferme da ricercatori di tutto il mondo: ridere ed essere allegri protegge anche il cuore. Migliora la circolazione sanguigna, abbassandone la pressione, previene l’arteriosclerosi e riduce il rischio di contrarre patologie cardiovascolari, in primis infarto e ictus. Stimola l’espansione dell’endotelio, il rivestimento interno ai vasi sanguigni, che favorisce un rapido passaggio di sangue da un vaso all’altro.
Agire sulla psiche porta benefici a catena, dalla risposta ai trattamenti medici alla produttività e qualità nei posti di lavoro. Con un sorriso sulle labbra il clima lavorativo è più sereno, collaborativo e positivo. Se si riesce a ridere anche nei momenti di maggiore stress, la mente si libera e nascono nuove idee. Gli economisti della Warvick University hanno dimostrato che le persone felici sono in grado di aumentare le propria produttività di oltre il 40%, incrementare la creatività del 30% e triplicare le vendite.
Nel settore della sanità, è stato riscontrato che i medici fanno diagnosi più veloci e accurate. Scuole e famiglie che si concentrano sul benessere sociale ed emotivo dei bambini ottengono risultati accademici migliori. La felicità è stata anche correlata ad un miglior processo decisionale. La serotonina, gioca un ruolo importante anche nell’apprendimento e nella memoria (Neuron, maggio 2018).
Ridi e pensa a quanto il mondo sia meraviglioso, la felicità è la chiave del successo e dello stare bene.
“Quando avevo cinque anni, mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola mi domandarono come volessi essere da grande. Io scrissi: felice. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita.” John Lennon
Fuck Pirlott, let’s rock
Lara Farinon per MifacciodiCultura
Lara Farinon
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