Le Eva del Postmodernismo: benvenuti nell’era della robophilia

Adam Zkt. Eve (lett. Adamo alla ricerca di Eva)

Una donna servizievole, di poche parole, senza esigenze particolari. Nessun corteggiamento o necessità di ricordarsi le ricorrenze. Il sogno di quasi tutti, oggi realtà per molti. Anticipatore dei tempi il grande Alberto Sordi, che già nel 1980 dirigeva ed interpretava Io e Caterina, storia di un uomo d’affari con poca considerazione per il gentil sesso. Moglie, amante e cameriera sono per lui una scocciatura. La soluzione gli arriva da un amico, che dalla futuristica America gli procura una robottina dalle sembianze umane. Un immaginario all’epoca recensito come “fanta-sociologico”, forse non pienamente apprezzato dalla critica, divenuto poi attualità.

Nell’ultimo decennio si è registrata un’esplosione di aziende produttrici di androidi iper realistici, nell’estetica e nei movimenti. Personalizzati in tutto fin nei minimi dettagli, compresa la forma delle dita dei piedi. Compagne silenziose, dalla pelle perfetta in silicone e scheletro completamente articolabile. Secondo Helen Driscoll, psicologa della sessualità e delle relazioni all’università di Sunderland (UK), entro pochi anni potremmo considerare come primitivi i rapporti umani e preferiremo il sex tech, per ora richiesto da un pubblico prevalentemente maschile.

Benvenuti nell’era della robophilia.

Matt McMullen, l’ingegnere robotico al vertice dell’azienda americana Realdoll, auspica davvero che i clienti

sviluppino un attaccamento emotivo, creando un legame tra uomo e robot.

New York Times

Nel frattempo, i giapponesi Atsumi e Okawa non perdono tempo, rilanciando con le “mogli olandesi”, bambole del sesso che non faranno mai rimpiangere le fidanzate. Non parlano, non infastidiscono e sono sempre disponibili. Shigemitsu Harada e Nobuto Hagio, non a caso, disegnano la serie di fumetti Yuria100Shiki (2006). Nell’anno 20XX, uno scienziato inventa Yuria100, una bambola gonfiabile robotizzata identica ad una donna vera. Per diventarne il padrone effettivo deve penetrarla, altrimenti la bambola mantiene il libero arbitrio. Lei, però, si rifiuta di diventarne la schiava e riesce a fuggire.

robophilia
Solo Per Sempre Tua

Lo scontro tra i sentimenti e la non-umanità robotica emerge nel film Her (2013), scritto e diretto da Spike Jonze, che si è conquistato l’Oscar raccontando un nuovo sistema operativo provvisto di intelligenza artificiale, in grado di apprendere ed elaborare emozioni. Una relazione d’amore fatta anche di gelosie. L’impossibile assurdo si concretizza quando lei/Os1 confessa di comunicare contemporaneamente con altri 8.316 individui e di amarne già 641, mentre dal’’altra parte c’è un uomo straziato che si dedica esclusivamente all’amica virtuale. Anche in Lars and the Real Girl (2007), diretto da Craig Gillespie, la realdoll si affaccia e pervade il quotidiano, viene imposta a cene con gli amici, ambito lavorativo e situazioni paradosso. L’inserimento forzato nelle dinamiche di famiglia e comunità è provocazione, forse anche premonizione?

Strano come l’uomo cerchi di trasformare un oggetto inanimato in essere pensante e d’affezione, pur avendo creato le dolls proprio dal procedimento inverso, snaturando le donne reali.

Solo Per Sempre Tua il fenomeno editoriale 2016 di Louise O’Neill, ha ritratto donne che vivono dentro un programma, un tunnel robotizzato che vaporizza il trucco e crea immediatamente i vestiti scelti dal monitor. Barbie in copertina sintetizza: «sii buona, sii carina, sii scelta», perché è un po’’ questa la storia di Freida e Isabel, prodotte come bambole e allevate con l’unico scopo di diventare perfette: socievoli e disponibili, con un corpo standardizzato. Sono tutte delle Eva che attendono di essere scelte da uomini ricchi e potenti; nemmeno il Dormiben riduce stress e ansie.

Le Eva del post-modernismo approdano anche nel documentario di Rupert Everett, Caribbean Boob Cruise (USA,2008). Servono oltre 10mila dollari per salire a bordo della speciale barca extra lusso, destinazione Caraibi, con una ventina di modelle super siliconate, che provvedono a soddisfare ogni tipo di richiesta. Luoghi incontaminati, disturbati solo da un elevato tasso erotico ed alcolico. Per le gentili signorine la paga è di 2mila dollari per i sei giorni di crociera, che può essere raddoppiata se si impegnano in spettacoli e animazione. Un’illusione preconfezionata: una sorta di luna di miele con mare bellissimo e bambole accondiscendenti.

I paesi nordici forse non si rassegnano alla morte delle tradizionali interazioni tra umani e contrattaccano con il recente reality Adam Zkt. Eve (lett. Adamo alla ricerca di Eva), riproposto anche in Italia. I candidati si trovano su isole paradisiache soli e nudi, con buon cibo ed accoglienti ripari, lontani dalle distrazioni moderne, spinti a socializzare e competere come facevano i nostri antenati.

Insomma, per guardare al futuro si torna al passato? D’altra parte, la tendenza di involgersi, concentrandosi su sé stessi, ha prodotto sempre più individui (etimo: non-divisibile) che persone (etimo: per-risuonare).

Fuck Pirlott, let’s rock

Lara Farinon per MIfacciodiCultura