L’arte di baciare, una guida per amanti scritta nel 1936

È forse il primo contatto fisico che ci fa interagire con la dolce metà, osannato dal cinema e nell’arte di ogni tipo: il bacio, che ha segnato parte delle nostre culture e tradizioni. Per affetto, saluto, sigillo di fedeltà, passione e libido, è un gesto internazionale che ci accompagna nella storia.
Come un’ape si posa sui pistilli di un fiore profumato e sorseggia il nettare di miele, così si dovrebbe succhiare il nettare dalle labbra del tuo amore.
Secondo molti studiosi, il bacio si è sviluppato nel corso dell’evoluzione umana come sistema per la raccolta di informazioni sul potenziale partner. Bocca e viso sono, infatti, zone ricche di terminazioni nervose e ghiandole che secernono sostanze chimiche, le quali trasportano informazioni genetiche e immunologiche. Secondo lo scienziato inglese Colin Hendrie, lo scopo del bacio è trasmettere i germi, in particolare il Cytomegalovirus, il quale viene trasmesso dall’uomo alla donna per preservarne la salute e la futura prole. La saliva informerebbe anche sul corredo genetico del partner, che il corpo recepisce ed elabora. E se vi sembra cosa da poco, un bacio richiede il coordinamento di 146 muscoli tra cui 34 facciali e 112 posturali.
È stato censurato per anni, soprattutto in luoghi pubblici dove era vietato. Ancora oggi, per alcuni è considerato un atto privato che può recare fastidio. In Cina il bacio è considerato poco igienico. In Giappone non si usa baciarsi in pubblico. In Messico, a Guanajuato è proibito per legge, punito anche con la reclusione. In Malesia, baciare e tenersi le mani mentre si cammina è vietato, così come negli Emirati Arabi, compresa Dubai, Cile, India e Maryland, pena la sanzione monetaria e la reclusione. Per i paesi musulmani, il bacio tra non sposati è chiaramente haram (proibito), come lo è ogni contatto, anche solo lo sguardo. Prendersi la mano tra fidanzati o stare soli in una stanza è peccato, il bacio non è ammesso in pubblico nemmeno per le coppie sposate.
Anche se nei paesi occidentali oggi si ostentano nudità e rapporti sessuali, i nostri avi erano più pudìchi e rigorosi.

Il primo bacio nella storia del cinema si rintraccia tra le immagini allora scandalose di Edison in The Kiss (conosciuto anche come The May Irwin Kiss, The Rice-Irwin Kiss e The Widow Jones), un film del 1896 diretto da William Heise. È un cortometraggio della durata di circa 18 secondi che raffigura una rievocazione del bacio tra May Irwin e John C. Rice dalla scena finale del musical teatrale The Widow Jones di John J. McNally. Girato al Black Maria, fu uno dei primi film proiettati commercialmente al pubblico, suscitando clamore e disapprovazione, solo successivamente venne rivalutato.
Agli inizi del Novecento, Hugh Morris ha scritto coraggiosamente un opuscolo illustrato dal titolo The Art of Kissing (L’arte di baciare, 1936), un viaggio per i giovani amanti attraverso varie tecniche, trucchi e metodi di baci “efficaci”, tra cui le varietà come ad esempio bacio spirituale, pinch, il bacio del dolore, a sorpresa, bacio della scheda e all’anima francese, bacio aspirapolvere, nonché consigli su come prepararsi a baciare e avvicinare una ragazza. Una proposta letteraria all’epoca scandalosa e quasi rivoluzionaria, oggi lavoro esilarante un po’ superato nelle sue ipotesi, rimane comunque una testimonianza affascinante di quegli anni avvolti da galanteria e corteggiamento.
Organizzate in modo che la ragazza si sieda contro il bracciolo del divano, e ricordate che formati differenti di bocche richiedono diverse tecniche…

La guida avverte: le labbra non sono l’unica parte della bocca da unire in un bacio. Ogni amante è avido, vuole il partner in tutto. Quindi, attenzione al contatto e al coinvolgimento. Sentire il calore del corpo dell’altro, per unirsi e trovarsi. Ballando, per esempio: «che altro si può chiedere una coppia di innamorati che danzano piano nel buio, i ritmi di un valzer, le braccia intorno a lei, i giovani corpi desiderosi baciano in luoghi eccitabili senza fine, mentre le guance si incontrano in movimenti vellutati luminosi».
Un buon bacio è anche la sintesi di tanti altri fattori, come l’attenzione ai dettagli e affinità psicologiche, all’epoca imprescindibili, come inalare il profumo dei capelli.
Con la sua simpatia nel consigliare l’approccio migliore, L’arte di baciare offre anche la consapevolezza che un bacio non possa mai essere completamente definito. Così come non esistono due persone uguali, non esistono due baci simili.
Solo alla fine del secolo scorso, nel 1988, arrivò la guida animata sul bacio, particolare lavoro di Bill Plympton. Divertente e ironica, sdrammatizza e gioca su aspettative ed imbarazzi.
Lavori molto lontani da noi, che fanno un po’ sorridere e che portano ad anni passati. Quando gli uomini avevano la camicia e portavano un mazzolino di fiori alla ragazza. Quando romanticismo e bon ton andavano ancora di moda e l’amore era ancora tutto un gran mistero.
Fuck Pirlott, let’s rock
Lara Farinon per MIfacciodiCultura
Lara Farinon
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